giovedì 26 giugno 2014

In giro per i cantoni Svizzeri

Anche quest anno ho approfittato della carta giornaliera messa a disposizione dai comuni del canton ticino, carta con la quale si può viaggiare per 24 ore su tutti i treni, i bus e i traghetti. L'idea iniziale era di andare a St. Moritz in cerca di una vecchia ereditiera magari pure vedova, poi visto che pioveva e che conunque tutta questa voglia di ereditiere vedove non c'era, siamo partiti senza una meta precisa.
Idea del cazzo numero 1: partiti senza meta ma vestiti quasi da mare in quanto a Melide (campo base ovvero dove abitano i miei amici) c'erano 28 gradi. Partiamo direzione Andermatt in quanto da là partono anche i treni che fanno lo stesso tragitto del famoso trenino rosso del Bernina. Arrivati a destinazione, prendiamo coscienza della prima idea del cazzo: c'erano non più di 15 gradi ed era mezzogiorno. Per fortuna avevamo degli impermeabili leggeri da usare in caso di pioggia. La cittadina è carina ma non sembra offrire granchè. Mi colpisce però la piccola chiesa con il cimitero accanto e, informandomi scopro che questo in Italia non succede per un decreto Napoleonico.
mappa della linea ferroviaria

chiesa con cimitero

partenze mattutine..

 A pochi chilometri dal centro città c'è il ponte del diavolo che deve il suo nome alle condizioni estreme nelle quali hanno dovuto lavorare i suoi costruttori. Qua c'è anche stata una battaglia importante tra l'esercito Napoleonico e il generale Russo Suworof. Come se non bastasse in questo periodo sto leggendo, guerra e pace, Napoleone  non mi molla, sembra perseguitarmi. Il ponte lo si può raggiungere a piedi o ammirarlo comodamente dal finestrino della carrozza del treno, come abbiamo fatto noi.
ponte del diavolo


Non sapendo dove andare saliamo sul treno che segue la rotta del Bernina. Il controllore, a bordo ci chiede dove andiamo, spiegandoci che molte delle fermate si fanno solo su prenotazione. 
idea del cazzo numero 2: chiedere consiglio su dove fermarsi al controllore svizzero. La tizia ci dice tutta convinta che Munster vale la pena di essere vista, è l'ora di pranzo e ci dice che è pieno di bar e ristoranti così, ribadisce,  abbiamo l'imbarazzo della scelta. Contento dell'aiuto io ingenuo non immaginavo quanto gli svizzeri del cantone Vallese, odiassero gli italiani, a dire il vero io non sapevo neanche cosa fosse il cantone Vallese. Seguiamo il consiglio del controllore Vallese e ci buttiamo nella visita di questa sorta di Las Vegas svizzera.
Quello che troviamo è una città fantasma, neanche un'anima in giro, niente auto, neanche le caprette a farci ciao, nulla. E' in queste strade deserte che il mio amico fa outing e mi confessa che l'ultima volta che era venuto nel cantone Vallese con l'auto targata ticino, gli hanno sgonfiato tutte le 4 ruote. Come se non bastasse, la temperatura diminuiva. Dopo un po' compare all'orizzonte un bar, ne approfittiamo per sederci in attesa del primo treno che sarebbe arrivato dopo mezzora. Ordino un caffè, i miei amici una seven up, poi mi parlano di una bibita svizzera famosa: la Rivella. Non parlando io tedesco lascio che sia la mia amica ad ordinarla, sebbene non parli la lingua, capisco però la risposta del cameriere: una Rivella? Perchè la seven up che ti ho portato ti fa schifo? Insomma io non so cosa abbiano combinato gli italiani da queste parti, però hanno lasciato il segno di sicuro.
Munster

Munster

Munster

Rivella

Partiamo col primo treno e torniamo ad Andermatt.
Idea del cazzo numero 3: vediamo che a soli 20 minuti di treno si va sull'oberalbpassen: 2043 metri e nel frattempo non avevamo comprato maglioni di sorta. Arrivati, una volta toccata la neve ed imprecato contro la nostra stupidità, ci rifugiamo nel solo bar ristorante che c'era e che prendiamo? Minchiata numero 4: gelato!
Oberalppass

Oberalppass



Tornati a Melide, decidiamo di proseguire per Como e andare a mangiare sushi da Sakura, dove provo per la prima volta il collo del tonno.
Collo del tonno


sabato 26 aprile 2014

Colombia 2014


Anche quest'anno comincia con un viaggio in Sudamerica. Avevo voglia di sole, culi da sogno e Rum.




Sole
Rum
Culi da sogno




 Essendo già stato a Cuba anni fa, la scelta è caduta sulla Colombia. Certo un'offerta dell'Iberia 590€ andata e ritorno da Bologna ha aiutato molto. Parto appunto un sabato mattina alle 7 da Bologna per Madrid ed alla mia consueta richiesta di un posto lato corridoio, mi sento rispondere che con la mia tariffa non potevo scegliere il posto e il sistema mi aveva assegnato un posto lato finestrino. Avrei potuto cambiare pagando 34€: non se ne parla. Da Bologna a Madrid si vola con l'aer Nostrum la compagnia regionale dell'Iberia. Il volo fino  Bogota, nonostante il lato finestrino è piacevole, i sedili non sono troppo stretti. Arrivato, prendo un taxi (circa 7€ per 40 minuti di corsa) e me ne vado in albergo: sono le 17 ed ho tutta la serata a disposizione. Alloggiavo all'hotel Excelsior, un buon tre stelle a pochi metri dalla zona Rosa che corrisponde alla zona commerciale piena di shopping malls, ristoranti ecc. Naturalmente è anche la zona più cara. Cominciano le sorprese: l'hotel invece della camera standard che avevo prenotato mi assegnano una suite con tanto di cucina. Evidentemente cercavano recensioni positive su booking cosa che hanno ottenuto. Il personale dell'albergo è cortese ma mi rendo subito conto che l'inglese da queste parti è uno conosciuto e che avrei dovuto arrangiarmi col  mio "itanol".


Comunque, una volta lasciati i bagagli, decido di uscire per bere una birra locale, chiedo informazioni al portiere e mi conferma che la zona Rosa è vicina. Esco dall'hotel, evito un primo venditore di orologi, salto uno che mi voleva vendere sigarette, un altro che mi voleva vendere delle Nike, uno che me le voleva fregare dai piedi e finalmente raggiungo il primo ristorante. Un Bistro francese mi siedo, chiedo una birra e mi sento rispondere: senor no es posible por la ley seca. Io: la ley che?? E il cameriere mi spiega che l'indomani si sarebbero tenute le elezioni nazionali, quindi dopo le 18 niente alcohl in città. Pazienza prendo del camambert al forno e del pollo, tutto buono ma un po caro: circa 35€.
Al mattino mi sveglio, colazione che non è niente di eccezionale e poi parto alla volta dei musei dell'oro e Botero. Arrivo al museo dell'oro e un poliziotto: cerrado election day. Provo con Botero: stessa storia. Capisco che non potrò fare granchè e mi dedico ad un giro  piedi per il quartiere storico della Candelaria.
Il giorno dopo parto per Cartagena. Un'ora di volo e si passa dai 15 gradi di Bogota ai 35 della caraibica Cartagena.
A Cartagena ho alloggiato presso l'hotel Casa de los Puntales, la posizione è ottima in pieno centro storico però la struttura è vecchia e le camere al secondo piano sono davvero scomode in quanto le scale sono ripide e non c'è nessun ascensore(prezzo circa 65€ con coazione). Cartagena è davvero bellina, la parte coloniale ricorda un pò Trinidad a Cuba però, a differenza di Trinidad, il centro di Cartagena offre una passeggiata sulle mura che danno direttamente sul mare. Consiglio la passeggiata dal centro fino a Bocagrande che è la zona moderna in cui ci sono le prime spiagge attrezzate. C'è un piccolo museo dell'Inquisizione che vale la pena visitare anche per prendere una pausa di aria condizionata dal caldo del giorno.Da non perdere, sebbene caro, un drink al Cafe del mar al tramonto, meglio andare entro le 17 se si vogliono trovare liberi i tavoli che danno sul mare.

centro storico

centro storico

Museo Inquisizione

Cafe del Mar
L'unico ristorante che mi sento di consigliare è anche esso abbastanza costoso, il pesce però è freschissimo e c'è un'ampia scelta di ricette caraibiche: La Cevicheria. Le mura della città, costruite nel passato per difendersi dagli attacchi dei pirati fra i quali il famoso Francis Drake, oggi ospitano i ragazzi locali che si rendono una pausa dal sole nelle feritoie.

Gamberi

Insalata di aragosta
L'ultimo giorno a Cartagena ho deciso di dedicarlo interamente al mare.Bisogna dire che il mare, sebbene sia il mar dei Caraibi non è la tavola azzurra che ci si potrebbe aspettare. Cartagena è infatti un'ottima meta per i Kyte surfers in quanto ventilata. Ad ogni modo a me il mare incazzato piace, per cui non ho avuto problemi. Se si vuole trovare gente la spiaggia giusta si chiama Holliwood, ottima meta sia per singles sia per gay.Il boss della spiaggia tenerà di vendervi un po' di tutto...a voi cosa comprare. Ho apprezzato il fatto che una volta elencato il menù non si è messo ad insistere. Il giorno dopo si parte per Medellin con ustioni un po' su tutto il corpo. L'aeroporto di Medellin è a cira un'ora dalla città, il tragitto in taxi è costato 66 pesos. Che dire? Sono venuto a Medellin un po' per la fama del suo passato dovuta al famoso cartello un po' per quella del suo presente dovuta alla leggenda che qui abitino le donne più belle della Colombia. Per quanto riguarda il passato si puo' solo rimanere delusi, infatti Medellin è stata la prima città in Colombia dove ho visto gli hotels tenere la porta aperta. A bogota erano chiusi a chiave e a Cartagena avevano persino le sbarre all'entrata. Ho alloggiato presso l'hotel Lincoln che si è rivelato essere un'ottima scelta in quanto situato sulla Avenida 70 che è una strada piena di locali. A Medellin ho potuto finalmente visitare il museo con una grande collezione di lavori di Botero. Il Museo de Antioqia si trova vicino al parque Berrio che è la piazza principale della città. Tra parque Berrio e il museo de Antioqia c'è una piccola piazza piena di sculture di Botero chiamata infatti, plaza de las esculturas.
Museo de Antioqia

La serata l'ho passata mangiando parrillas e bevendo birra Club Colombia in giro per la avenida 70. Il giorno dopo, domenica, decido di andare al giardino botanico. Non è lontano dalla avenida 70, una decina di minuti di taxi. L'ingresso è gratuito e si passa qualche ora al verde tra orchidee, farfalle e iguana. La sorpresa è che il parco è pieno di ragazzi che preferiscono passare stare al verde ascoltando la storia delle varie piante piuttosto che chiudersi in un centro commerciale. All'interno del guardino c'è anche una zona riservata alle farfalle.








Prima di pranzo decido di andare a vedere il Pueblito paisa che altro non è che un meratino mascherato da piccolo villaggio andino, buono per passare un'oretta e fare l'ultimo shopping prima di partire.


Non mangiando verdura da un po', decido di andare a provare un ristorante italiano nella zona rosa di Medellin che sarebbe parque lleras. Il parco non è male, si possono fare delle belle passeggiate ed è circondato da locali e ristoranti alla moda. Scelgo il ristorante La esquina de italia che si rivelerà tutto tranne che italiano. L'antipasto di verdure consiste in un po' di verdure sotto olio. Ma il piatto forte sono le penne al prosciutto composte da uno strato di penne scotte, uno strato di parmigiano e, ciliegina sulla torta, fette di prosciutto crudo sul tutto. Il giorno dopo riparto per Bogota usando questa volta la Lan che si rivela un'ottima scelta in quanto gli aerei sono nuovi come quelli dell'Avianca ma i voli costano almeno un 10% in meno.
Penne al prosciutto


Nella mia ultima serata a Bogota mi concedo un massaggio e poi a letto presto in quanto volevo utilizzare l'ultima mattinata per vedere il Museo dell'oro, il quale in effetti merita una visita, hanno una collezione di oggetti in oro di età precolombiana davvero impressionante.




Alle 18,30 si riparte per l'Italia con stop a Madrid, dove, appena arrivato vengo fermato da due agenti che mi prendono il passaporto e mi "invitano" a seguirli in una sala dell'aeroporto dove aprono il mio trolley, me lo fanno svuotare e cercano doppi o tripli fondi per una decina di minuti. Poi una volta che decidono che non c'era droga, il più giovane dei due mi guarda e: y??? Como son esta mujer Colombiana??? Se dice que estan muuuy caliente!!! E io con le gambe ancora tremanti per la per la perquisizione: todo el mundo es pais.

mercoledì 22 gennaio 2014

Istanbul & Giordania

Da qualche anno a questa parte cerco, insieme al mio compagno di viaggio Angelo di passare il Natale in paese dove il Natale, almeno teoricamente, non andrebbe festeggiato. L'impresa si è rivelata ardua se non impossibile in quanto oramai anche i paesi non cristiani festeggiano il Natale o quanto meno sono pieni dei suoi simboli tipo albero, palle ecc.
Quest anno abbiamo deciso di andare il Giordania. Io ero stato qualche ora all'aeroporto di Amman anni fa per uno stop over sulla via di Bangkok, ma mi era comunque rimasta la voglia di visitare quel paese.
Data un'occhiata ai voli, troviamo una tariffa decente (450€) con la Turkish airlines da Bologna, la cosa ancora più interessante era che quella tariffa non escludeva uno stop over e così decidiamo di fermarci una notte ad Istanbul, città che da anni avrei voluto visitare.
Naturalmente Istanbul merita più di una notte però, in un giorno e mezzo si può comunque avere un assaggio della città e delle meraviglie che ha da offrire.
La scelta dell'hotel si rivelerà ottima in quanto a due passi da Hagia Sophia, dal gran Bazar, dalle Cisterne e dalla Moschea Blu. Abbiam pagato 50€ per una doppia con colazione inclusa all' hotel Antea.


Moschea Blu

Hagia Sophia
Arrivati ad Istanbul alle 15, nonostante i molti commenti negativi sull'aeroporto di Ataturk, il check out è veloce e nel giro di mezz'ora prendiamo un taxi. Dall'aeroporto al quartiere di Sultanhamet  si impiegano circa 40 minuti e la tariffa è di 40/45 Lire Turche.
Fatto il check in e rimasti piacevolmente sorpresi dalla camera, andiamo a fare un giro e visitiamo la Moschea Blu. E' sempre aperta tranne durante le preghiere, l'entrata è gratuita e le scarpe non vanno depositate fuori come in altre Moschee ma messe in un sacchetto e portate all'interno.
Facendo un giro per il quartiere ci rendiamo conto che le attrazioni che volevamo visitare erano tutte a poche centinaia di metri dall'albergo. Per cena scegliamo un ristorante che ci era stato consigliato da amici che frequentano Istanbul da u po'. Non è vicino all'albergo e non è molto grande, quindi chiediamo alla reception di prenotare.
Il Cibillikapi si rivelerà un'ottima scelta. Ti portano una serie di Mezzè (antipasti mediorientali) tra le quali puoi scegliere, sono davvero mote ma non conviene esagerare perchè solo in un secondo momento arriverà il pesce. Altro vassoio con i pesci pescati in giornata: si sceglie il pesce e il metodo di cottura, noi abbiamo preso degli scampi, dei polipi(squisiti) ed una sogliola gigante. Finito il pesce scendiamo a pagare ma il titolare ci dice di tornare a sedere n attesa del dessert offerto dalla casa: una sorta di rema al cioccolato con pistacchio da leccarsi i baffi. Il conto, circa 80€ in due non è basso, ma il cibo era davvero buono e non banale.
Mezzè

Sogliola

Cibillikapi
Il mattino seguente, dopo la ricca colazione in albergo, cominciamo il giro della città.
Partiamo da Hagia Sophia e purtroppo scopriamo che è chiusa solo il lunedi..guarda caso, l'unico giorno a nostra disposizione. Andiamo allora al palazzo Topkapi a pochi metri dal museo, una breve visita, poi quando vediamo la fila enorme per entrare, decidiamo di lasciar perdere, in ogni caso srebbe impossibile godersi una visita con tutta quella folla: consiglio andate nel pomeriggio, tutto chiude alle 17.30.
Andiamo alla Basilica cisterne, sempre nel giro di poche centinaia di metri. Questa è probabilmente la sosta più emozionante della città. Queste cisterne sotterranee sono state costruite al posto di una basilica, di qua il nome, perchè Istanbul aveva bisogno di scorte di acqua in quanto soggetto ad assedi dal mare. Ci spostiamo poi, sempre a piedi al Gran Bazar, a dire il vero nonostante la sua grandezza non ha il fascino dei souk arabi, probabilmente per quell'atmosfera è meglio andare al mercato delle spezie egiziano, ma non avevamo tenpo. Dopo una breve sosta per provare un caffè turco, andiamo al ponte Galata per pranzare con uno dei famosi panini con lo sgombro. Al ristorante insistono per farci sedere, ma riusciamo a farcelo preparare da asporto e godercelo mentre passeggiamo sul ponte tra Europa ed Asia.
Si fanno le 16, andiamo in albergo, paghiamo il late check out (50% del prezzo della camera) e con un taxi torniamo in aeroporto.

Cisterne

Fila al Topkapi

Balik Ekmek panini con lo sgombro

Caffè turco

Topkapi

pescatori sul ponte galata


Alle 20.30 si parte per Amman. L'arrivo ad Amman comincia con una brutta sorpresa, l'autista che ci avrebbe dovuto accompagnare per tutto il viaggio in Giordania, non si presenta neanche a prenderci all'aeroporto. All'entrata si pagano 20 dinari giordani per il visto, c'è uno sportello di cambio subito prima del controllo passaporti dove prendere la valuta locale. Visto che il nostro autista era latitante, prendiamo un taxi e ce ne andiamo all'hotel Larsa: per strada cumuli di neve!
Circa 40 minuti dopo la partenza dall'aeroporto arriviamo in hotel e il tizio alla reception ci dice che il nostro autista ci sta aspettando all'aeroporto: alla buonora!
La camera è spaziosa ma non c'è riscaldamento in bagno e, con le temperatire da neve, non è il massimo. Dopo un po' telefona l'autista lamentndosi di non aver trovato nessuno, al che gli faccio noatare che i primi a non trovare nessuno ad aspettarci siamo stati noi, si scusa e conferma il resto del viaggio.
Itinerario: Da Amman day trips al luogo dove è stato battezzato Gesù, Madaba, Monte Nebo dove si crede che la terra promessa sia stata mostrata a Mosè.
Da Amman a Petra con sosta al castello crociato di Kerak. Notte a Petra e trasferimento ad Aqaba con sosta a Wadi Rum.
Ritorno ad Amman e trasferimento in aeroporto.
Prezzo con autista privato: 435€.
Il tutto organizzato da Mr. Joe che non ha chiesto alcun acconto, abbiamo pagato metà dopo due giorni di viaggio e il resto al termine dei servizi:  jordancaby@hotmail.com
Il mattino dopo l'arrivo che poi era il 24 dicembre lo passiamo a letto e ci sveglia la cameriera ai piani alle 14. Decidiamo di andare a vedere la cittadella e ci rendiamo subito conto di quanto l'albergo si fuori dal mondo: 1 ora per arrivare. La cittadella è posta sul cole più alto di Amman e comprende lcune rovine Romane tra le quali il tempio di Ercole è quella più interessante ed un piccolo museo archeologico con reperti che risalgono anche a 6000 anni fa. Faceva un freddo assurdo e, là in cima tirava pure un bel vento per cui il museo diventa l'unico luogo caldo in cui trovare un po' di ristoro.
vista dalla cittadella

tempio di Ercole

Anfiteatro Romano

Seguendo il consiglio della Lonely Planet, proviamo a scendere dalla cittadella a piedi; dopo qualche centinaia di metri il freddo vince e riprendiamo un taxi. A cena volevamo andare in un pub irlandese che si rivela essere chiuso, come per altro succederà per altri locali segnalati dalla Lonely Planet 2012, la sezione ristoranti andrebbe aggiornata. Comunque volevamo un posto caldo dove bere un paio di birre e optiamo per lo Houston's il cibo è decente, l'atmosfera allegra.
Il giorno dopo alle 9.30 viene a prenderci il nostro autista e cominciamo il giro dei dintorni di Amman. Partiamo da Bethany, dove è stato battezzato Gesù. Si arriva alla biglietteria e là viene a prenderci un pulmino, infatti non si può accedere alla zona con mezzi privati in quanto al confine con Israele e zona militare. Avete presente i film storici nei quali Gesù viene battezzato nel grade fiume Girdano? Dimenticateli, oggi il Giordano è poco più di un rigagnolo. La cosa curiosa è che i pochi metri di fiume appunto, separano Israele dall Giordania, basterebbero due bracciate per sconfinare, naturalmente se non ti sparassero prima.

Giordano

Israele

Giordania

Giordano

Bethany
 Da Bethany ci dirigiamo al Monte Nebu, qua facciamo un paio di foto in fretta e scappiamo in macchina perchè si gelava.

mappa della terra santa

vista dal Monte Nebo

 Poi ci dirigiamo a Madaba, cittadina famosa per i suoi mosaici in particolare quello all'interno della chiesa Bizantina di S. Giorgio che riproduce un'antica mappa della terra santa.

mappa della terra santa

chiesa ortodossa

mosaico Madaba

mosaico Madaba


Il mattino seguente, Natale, incontriamo il nostro autista e partiamo per Petra. Che dire, la scelta dell'hotel ad Amman è stata decisamente sbagliata: lontano dal centro, personale scortese, wi-fi che non funzionava, almeno il prezzo era basso 55€ colazione inclusa.
Sulla via di Petra, deviamo per fare una sosta al castello crociato di Kerak, la strada per arrivarci è davvero stretta, non asfaltata, con curve a picco sulla montagna, ad averlo saputo, visto che c'era del ghiaccio, avrei evitato la sosta, anche perchè del castello non rimangono che poche rovine.
Vista da Kerak

castello Kerak

Castello Kerak

Castello Kerak

Vista da Kerak

Arriviamo a Petra intorno alle 13, laciamo in fretta i bagagli in Hotel  e ci dirigiamoalle rovine. Entriamo verso le 14 e le rovine chiudono alle 17, il prezzo è 50JD. Una volta entrati si arriva al Siq, un sorta di gigantesco Canyon che ci accompagna per tutto il tragitto fino ad arrivare agli scavi. La camminata è abbastanza lunga ma all'andata è in discesa. Si possono prendere cavalli, cammelli o muli per evitare di camminare, comunque se ce la fate, consiglio vivamente di godervi la passeggiata. Alla fine del Siq, che poi in realtà è l'inizio della città antica, finalmente il Tesoro, il tempio di Petra che tutti conscono grazie ad Indiana Jones ed altri film. Da là si continua in discesa e si può scegliere se affrontare scalinate o sentieri in salita per raggiungere i vari templi sulle alture. Noi, raggiungendo quasi tutti i templi, alle 16,30 eravamo sulla via del ritorno, e non abbiamo mai trovato una gran folla, per cui il consiglio è: andate nel pomeriggio e non al mattino.

Siq

Petra

Petra

Petra

Petra

Tesoro Petra




La sera seguiamo il consiglio della Lonely Planet e ce ne andiamo all'Oriental restaurant, un posto semplice sulla strada principale dove poter mangiare della buona carne alla griglia. Volevamo poi andare a bere qualcosa al famoso Cave Bar, locale ricavato in una tomba millenaria, ma l'atmosfera ci sembrava un pò formale, così abbiamo optato per un pub Irlandese che avevamo visto sulla via principale.
Il mattino dopo alle 11 partiamo per Aqaba. Facciamo una sosta di un paio di ore a Wadi Rum, dove con un 4*4 ci dedichiamo ad un veloce giro nel deserto di Lawrence d'Arabia. Il giretto costa 50€ a macchina.

Wadi rum

Wadi Rum

Wadi Rum

Wadi Rum

Finito di giocare a Lawrence d'arabia, ce ne andiamo ad Aqaba, città del mar rosso che con i suoi 25 gradi si differenziava dal resto della nazione dove abbiamo patito il freddo. Per l'ultima notte abbiamo deciso di concederci il lusso del Kempkinski un resort 5 stelle affacciato sul golfo, in doppia abbiamo pagato 150€. Superati i controlli( controllano le nostre prenotzioni mentre siamo in taxi ancora fuori dal parcheggio, metal detector e controllo bagaglio orima di entrare), finalmente veniamo accolti con sciuygamano profumato e tè alla menta. Aqaba si rivela essere una cittadina davvero piacevole, nonostante i grandi resort sulla spiaggia, poi offre un centro storico pieno di piccoli ristoranti di pesce e negozietti di antiquariato. Cena di pesce al Floka e poi birra e sigaro sul balcone con vista mar Rosso. Il mattino seguente si riparte per Amman da dove, all'una di notte voleremo verso casa.

Kempinski

Kempinski

Aqaba

Floka

sulla strada del ritorno