martedì 13 gennaio 2015

Iran dicembre 2014

Cominciamo dall'inizio ovvero: come entrare in Iran. Il sito viaggiare sicuri dice che gli italiani possono ottenere un visto di ingresso valido per due settimane direttamente all'aeroporto di Tehran, Shiraz o Esfahan. Poi però aggiunge che il visto può nche essere rifiutato per cui è meglio partire col visto dall'Italia. Io ho scritto al consolato iraniano a Milano(visto che l'ambasciata a Roma non ha mai risposto) e mi hanno risposto che si il visto si può ottenere all'arrivo però devo chiarirmi con la compagnia aerea che, in assenza di visto, potrebbe negarmi l'imbarco. Io alla fine il visto l'ho fatto in Italia e ora dirò come, ma la Turkish airline, ad ogni modo non ha controllato che avessi il visto prima di imbarcarmi.
Per ottenere il visto si ha bisogno di un invito da parte di una agenzia o di un soggetto privato Iraniano che trasmette l'invito appunto al loro dipartimento estero che, una volta approvata la pratica, associano un numero che inviano all'ambasciata iraniana a Roma a noi.
Ora si può far fare il tutto ad unagenzia che si occupa di visti a Roma o Milano, ma in genere per il solo invito chiedono 100€, per cui almeno quello è meglio ottenerlo in altro modo.
Io ho contattato questo tour operator Iraniano Http://www.TouranZamin.com  , spedito loro una copia del passaporto tramite mail, pagato 35€ e nel giro di una settimana avevo il mio numero di riferimento.
Ottenuto il numero di riferimento, dopo tre giorni lavorativi ci si può recare presso l'ambasciata Iraniana a Roma per lasciare le impronte digitali e completare la domanda per il visto.
A questo punto, pagati i 60€ di diritti consolari, nel giro di una settimana si ottiene il visto che è valido 3 mesi dalla data di emissione.
Ottenuto il visto abbiamo fatto il biglietto, partenza da Bologna con la Turkish airline 490€ A/R fino a Tehran. Se avessimo fatto l'andata su Tehran e il ritorno da Shiraz sarebbe costato 100€ in più ma il viaggio sarebbe stato meno frettoloso di sicuro. Ora che abbiamo il biglietto cominciamo a studiare un itinerario possibile in 8 notti e ci rendiamo subito conto di quanto siano enormi le distanze e lenti i trasporti pubblici. La soluzione ideale sarebbe fare almeno un volo interno, ma la scartiamo visto la brutta reputazione dei voli interni Iraniani. Cominciamo a cercare un autista per tutto il viaggio e chiediamo diversi preventivi a tour operator vari. Alla fine ci piace l'itinerario che ci propone un autista privato che costa 85€ al giorno. Ad ogni modo se preferite prenotare dei pacchetti, l'offerta più conveniente(circa 750€ a persona per un tour di 8 notti in 4 stelle) ce l'aveva fatta lo stesso tour operator dal quale abbiamo ottenuto l'invito per il visto.
Si parte!
Arriviamo all'aeroporto di Tehran alle 6 del mattino con quasi un'ora di ritardo e ci spetta un'altra ora di fila all'immigrazione, non oso immaginare quanto ci possa volere per ottenere il visto all'arrivo.
Cambiamo circa 400 euro in aeroporto e ciò si rivelerà un grande errore in quanto fuori cambiano tutti meglio, fuori si guadagna almeno il 10%.
Incontriamo il nostro autista Ali che ci porta in hotel (cercando di farcelo cambiare con uno di suo gradimento) e prendiamo accordi per il mattino seguente quando si partirà per Yadz.
Arrivati all'hotel Atlas (55€ una doppia B&B)Ali ci chiede metà del compenso e ci sembra giusto in quanto deve affrontare le spese del viaggio. L'accoglienza in hotel non è delle migliori, arriviamo alle 8,30 del mattino e ci dicono senza preliminari di scordarci la camera prima delle 14. Ci danno la password per il wi-fi ma non è che funzioni granchè ma scopriremo presto che la situazione negli altri hotel non sarà molto meglio. Sappiamo di essere vicini alla vecchia ambasciata Americana e decidiamo di andare a dare un'occhiata, avevo letto di un sacco di graffiti antiamericani pieni di humour, ora i graffiti erano pochi, mal fatti e decisamente affatto umoristici. Da là decidiamo di andare al bazar, prendiamo un taxi che fa finta di non sapere cosa sia il tassametro e con circa 3 euro ci porta a destinazione.
Bazar??? Si tratta in realtà di una strada piena di negozi con vicoli laterali nei quali della gente tenta di stenderti mentre spinge dei carrelli con il materiale da portare dai vari negozianti. Compriamo dei pistacchi che in effetti sono buonissimi, un paio di bottiglie d'acqua minerale e ce ne torniamo in hotel. Alle 12.30 finalmente ci danno la stanza, semplice ma pultita, eravamo in piedi da quasi 24 ore per cui planiamo sul letto e ci svegliamo per cena.
Chiediamo informazioni alla reception su dove mangiare qualcosa e ci indicano quello che sembra essere l'unico ristorante in zona lo.Shabestan Il ristorante era vuoto, probabilmente era presto. Prendiamo del kebab di pollo, dell'insalata, degli asparagi e paghiamo 18€ a testa bevendo acqua. Questo è il posto in cui abbiamo pagato di più in tutto l'Iran, infatti presto scopriremo che ci converrà seguire i consigli di Ali per i ristoranti.
ambasciata americana

pistacchi

kebab di pollo

tea con zucchero allo zafferano

Al mattino facciamo colazione (niente buffet) che certo non è memorabile e partiamo alla volta di Yadz.
Circa 8 ore di strada da fare.
Ci fermiamo per una sosta a Qom, città sacra dell'Islam seconda in Iran sono a Mashada.
Il mausoleo è imponente, sicuramente uno dei più grandi che abbiamo visto nel nostro viaggio. Facciamo un giro della piazza dove si affaccia la moschea ma non entriamo, il viaggio è ancora lungo.
La seconda sosta la facciamo a Na'in una cittadina antichissima una delle più antiche in Iran e oggi una località praticamente deserta. Scendiamo e facciamo una passeggiata veloce tra le rovine di quello che una volta era un'importante sosta commerciale lungo la via della seta, ci godiamo un po' di quel silenzio un'occhiata veloce alla moschea che riflette in tutto la povertà architettonica della cittadina, semplice senza fronzoli.
Qom

Qom

Na'in

Na'in

Si riparte per Yadz, arriviamo a destinazione dopo il tramonto e ci fermiamo un attimo in hotel prima di andare a cen con Ali.
Il Mehr (48€ una doppia B&B) ho voluto fortemente soggiornare in questo hotel perché avevo hanno ottenuto un premio dall'Unesco per il riadattamento dell'edificio storico in hotel, fatto mantenendo tutte le caratteristiche originali dell'architettura iraniana dell'epoca. Ho avuto ragione, le camere che si raggiungono salendo ripidi scalini( è pieno di barriere architettoniche), ti riportano indietro nel tempo, ci si sente ospiti di un famoso mercante del XVIII secolo. Il wi-ffi funzionava discretamente e la colazione era semplice ma con prodotti freschi e locali. Eviterei di mangiare al ristorante, l'ho visto sempre vuoto. A cena andiamo al Silkroad hotel dove soggiornava il nostro Ali. Stufato di cammello birra islamica e insalata circa 6€ a testa. Ali si offre di pagare la sua parte come da accordi ma decliniamo.
Mehr

Cammello

Mehr

Al mattino cominciamo la visita di Yazd che subito ci appare inadatta per l'auto, fatta di stradine e ponticini, decidiamo che è meglio godersela a piedi. La caratteristica di Yazd direi che sono le torri del vento: delle torri che svettano sui tetti attraversate da legni circolari. Si tratta di un antico sistema di aerazione capace di catturare l'aria fredda ed incanalarla belle varie stanze, persino nelle cisterne dove raffreddava l'acqua. Tra le varie visite, ci fermiamo in un tempio Zorotastriano con una fiamma che si dice bruci ininterrottamente da migliaia di anni. Il bazar di Yazd non è impressionante ma di sicuro l'ho preferito a quello di Tehran. All'interno del bazar, però c'è un hotel (Malek o Tojjar) ricavato in un edificio di lusso che per gli appassionati del settore vale la pena vedere. Pagando un euro ti fanno fare il giro delle stanze principali. Le camere sono delle vere opera d'arte con affreschi e specchi, non mancano tuttavia i confort come la jacuzzi. Per arrivare al bagno però c'è una scala ripidissima da scendere e questo in tutte le camere, per cui non è adatto ai deboli di prostata. In giro per la cittadina Ali ci fa notare che le porte hanno due batacchi uno più leggero ed allungato ed uno tondo e più pesante. Ci spiegherà che quello leggero è per le donne e, al suo suonare la porta verrà aperta da una donna. Quello più pesante invece è per gli uomini.
A cena torniamo al Silkroad vista l'esperienza positiva della sera precedente e non veniamo delusi. Al mattino di buon'ora si parte per Shiraz, troviamo nebbia e Ali ci dice che in otto anni di viaggi a Yazd è la prima volta che trova foschia (checculo!!!).
Aggiungi didascalia

Svastiche zorotastriane

Al Tojjar

mausoleo di Sayed Roknaddin


Cisterna

Torri del vento

Ci fermiamo a Persepoli sulla strada e per un paio di ore ci buttiamo nei regni di Dario e Serse. Il biglietto costa 150000 rials. All'uscita da Persepoli notiamo un negozio di souvenir con cartoline e un ufficio postale. Andiamo per fare spese ma non troviamo nessuno, dopo un po' che giriamo a vuoto ci rendiamo conto che tutti i commessi dei vari negozi stavano giocando a pallavolo nella piazzetta. Ci avviciniamo e, scontenti sospendono l'incontro per darci cartoline e francobolli (rimango col vago sospetto che per vendetta abbiano gonfiato i prezzi).

porta delle nazioni


sala del trono




castello di Dario

Arriviamo a Shiraz verso le 16, andiamo in hotel e finalmente veniamo accolti da un gran sorriso da parte delle receptionist, i musi lunghi e scortesi di Tehran sembrano davvero lontani. L'Aryobarzan si rivela un'ottima scelta in quanto è centrale ed è l'unico hotel di standard internazionali in cui abbiamo soggiornato durante il nostro viaggio(78€ una doppia B&B). A piedi andiamo al bazar che è un vero gioiello. La prima sorpresa è vedere un uomo che spinge un carrello fermarsi alle nostre spalle e chiedere gentilmente permesso invece di tentare l'omicidio come a Tehran. Insomma con Shiraz è amore a prima vista, dopo il tramonto le strade sono piene di gente, venditori abusivi, cinema aperti, bello, la città dei poeti non delude. A cena Ali ci porta al Haft Khan , una sorta di complesso con varie tipi di cucine e locali, diversi ad ogni piano. Noi siamo andati nel ristorante tipico Iraniano dove ho potuto finalmente provare il fesejun (pollo e melograno). Il ristorante sebbene fosse un po' trendy si è rivelato un'ottima scelta, abbiamo davvero mangiato tanto pagando circa 13€ a persona. Apre alle 19 e si riempie presto per cui è meglio prenotare. Il giorno dopo finalmente Ali mi porta al mausoleo del poeta Hafiz, una sorta di santo per gli iraniani. La sorpresa è vedere quante giovani coppie vengano qua il venerdi invece di riempire i centri commerciali come da noi. Stiamo un'oretta per scarsità di tempo a disposizione ma ci avrei passato davvero tutto il giorno, sorseggiando tè mentre gli altoparlanti distribuivano tutt'intorno le sue poesie in musica. Prima di cena andiamo al mausoleo che è davvero imponente. In teoria i non musulmani non possono entrare ma a noi fanno passare persino saltando i controlli ai quali invece s sottopongono i devoti.
Bazar e Vakil


fesenjun


Mausoleo Aramgah e scia

Mausoleo Aramgah e scia

Moschea Nasir Al Molik

Moschea Nasir Al Molik

Moschea Nasir Al Molik

Moschea Nasir Al Molik

Naranjestan

Naranjestan

Hamam



Moschea Nasir Al Molik

Moschea Nasir Al Molik

Moschea Nasir Al Molik

Mausoleo di Hafez

Il giorno dopo si parte per Esfahan. L'arrivo in città non è dei migliori ero un po' raffreddato e poi ci accoglie un traffico incredibile, si sentiva la lontananza d Shiraz e l'avvicinarsi di nuovo a Tehran.
Dopo qualche giro a vuoto arriviamo in hotel e qua finalmente la prima bella sorpresa di Esfahan la  Dibai House davvero un piccolo tempio per i viaggiatori. Si tratta di una casa tipica Iraniana adattata a B&B. Il posto è davvero delizioso con un piccolo cortile interno e la colazione fatta di marmellate e pane fatto in casa. Qua abbiamo pagato 50€ una doppia in B&B.
Dopo il tramonto andiamo a vedere la famosa piazza Naqsh-e Jahan e consiglio a tutti di fare la stessa scelta, cioè andare per la prima volta di notte. Il buio e la grandezza della piazza danno la sensazione di smarrimento ti giri a destra e sinistra in cerca di punti di riferimento. Quando si torna al mattino è come vedere una donna senza il velo, quel velo di fascino blu che la ricopriva dopo il tramonto, bella, ma manca il fascino. Intorno alla piazza sorge il bazar, giriamo solo per la parte delle spezie e che dire? Grande, senz'altro imponente ma preferisco comunque quello di Shiraz. A cena andiamo al Bastani un ristorante all'interno del bazar bello ma niente di più, la cena non è stata sicuramente memorabile. Il giorno dopo essendo festa nazionale non possiamo visitare musei o palazzi per cui andiamo a fare una passeggiata al fiume, fiume che aimè non c'è in quanto d'inverno lo prosciugano. Fatto un giro sui ponti ci concediamo un caffè nel quartiere armeno e poi torniamo in hotel. A cena andiamo allo Shahrzad un bel locale tradizionale dove abbiamo mangiato davvero bene. Io ho preso il collo d'agnello con riso ed era una vera e propria delizia.
Naqsh-e Jahan

Naqsh-e Jahan

ponte

ponte

bazar

bazar

ponte

bazar

Dibai

Dibai

Il giorno dopo partiamo per Kashan dove visitiamo una delle case storiche e il giardino persiano Fin. Il giardino è un vero gioiellino e come tutti i giardini persiani è diviso in quattro parti che rappresentano gli elementi Zorotastriani: cielo acqua terra e flora. A Kashan l'hotel lo sceglie Ali (gli altri li avevo tutti scelti e prenotati io) e, vista la sua scelta vi consiglierei lui come autista ma non come tour operator.
Il Kamalmolk è più un ostello che un albergo ma per le poche ore di riposo che ci servivano andava bene. Abbiamo pagato 20€ per una doppia in day use e alle 23 siamo partiti per l'aeroporto di Tehran da dove abbiamo decollato alle 5,10.
Giardino Fin



Giardino Fin

giovedì 23 ottobre 2014

Thailandia e Corea Ottobre 2014

In questo viaggio, tra l'altro, provo per la prima volta la nuova Alitalia- Etihad, infatti volo ad Abu Dabi con Alitalia e poi a Bangkok con Etihad. L'impressione non è delle migliori, l'aeroporto di Abu Dabi è davvero piccolo (stanno costruendo nuovi terminals) e l'aereo con cui andiamo a Bangkok certo non è nuovissimo. Punti di forza: i transfers davvero rapidi, poche re d'attesa e wi-fi perfettamente funzionante ad Abu Dabi.
A Bangkok alloggio in un nuovo 3 stelle in Sukumvith soi 7/1 Icheckin, si autodefiniscono boutique hitel ma direi che di boutique non hanno granchè. Ad ogni modo per 33€ al giorno vanno benissimo, la posizione è ottima, il wi-fi è gratuito e funziona bene e la stanza è davvero buia quando si dorme. Inoltre puliscono le camere fino alle 16, cosa molto comoda per chi ama dormire fino a tardi come me.
Icheckin

Icheckin

Nel mio breve soggiorno a Bangkok decido di visitare un piccolo tempio dedicato alla Dea Chao Mae Tuptim, una dea dell fertilità. Le donne che hanno problemi in questo senso, pregano la Dea portando dei fiori, poi una volta rimaste incinta, tornano e ringraziano donando dei falli di ogni dimensione. Per arrivare al tempio Nai Lert park, si scende alla fermata BTS Ploen Chit exit numero 1. Poi si prosegue lasciandosi alle spalle la BTS e poi girando a destra sulla Witthayu road. Camminate fino ad arrivare di fronte llo Swiss Hotel, a quel punto attraversate la strada. Entrate nell'hotel e uscite nella piscina, girate a destra fino ad incontrare l'uscita per il parcheggio, uscite e poi ancora a destra. Troverete il tempio accanto alla sbarra di entrata del parcheggio.
 Nai Lert park

 Nai Lert park

 Nai Lert park

 Nai Lert park

 Nai Lert park
Dopo un minuto che ero là sono arrivate due donne con dei fiori, visto che la mia presenza poteva creare imbarazzo, me ne sono andato.
Il mattino dopo alle 8.20 volo Airasia per Seoul. Ora l'Airasia ha l'hub al vecchio Don Mueang aeroport a Bangkok per cui fate attenzione a non farvi portare al nuovo Suvranabhumi. 5 ore e quaranta di volo e atterro all'aeroporto Incheon a Seoul. Avevo letto cose meravigliose su questo aeroporto, compreso il fatto che il checkout durasse 12 minuti dallo sbarco. Ora l'aeroporto è nuovo ed efficiente, lontanissimo dagli standard penosi di Fiumicino, però il checkout è durato 25 minuti.
Dall'aeroporto al centro prendo un Limousine bus, che di limousine ha davvero poco, è un semplice bus. Si compra il bigliettomin un chiosco nella hall degli arrivi, il prezzo è 10.000 wong, circa 7,5€, poi si esce dalle porte 5 o 12 e si aspetta il bus alla colonnina 6015 (numero del bus).
Incheon
Salgo sul bus destinazione Myeongdongtown guest house . Conoscevo il nome della fermata ma sul bus non c'è un monitor dove vengono scritte le fermate, vengono chiamate con un volume basso e appena arrivato, la pronuncia non aiuta. Ad ogni modo appena uscito dal bus, le indicazione del sito della guesthouse per raggiungerla, si rivelano quanto meno inesatte. Ma non appena due coreani che erano con me sul bus mi vedono in difficoltà, si avvicinano e mentre lui controlla l'indirizzo su google map, lei teefona alla gueshouse per sapere dove si trovava. Dopo qualche ricerca e diverse persone pronte ad offrire la loro consulenza, arrivo alla guesthouse. Il posto è piccolo, con un titolare tuttofare ma per 34 euro al giorno andava benissimo. Il wi-fi è gratuito e funzionante. Non danno colazione ma a me andava bene così.


A cena ho appuntamento con la mia amica che puntuale mi viene a prendere all guesthouse. La prima sera mi porta a mangiare del BBQ coreano. Avevo già fatt quest'esperienza in Malaysia. In pratica al tavolo c'è una piastra con del carbone dove la cameriera sistema dei pezzi di carbe che cuociono in diretta, questi si mettono all'interno di foglie di insalata(stile panino verde) con spicchio di aglio crudo e salse varie. Buono, certo non devi avere idee piccanti er il dopocena perchè l'aglio crudo non aiuterà, ma la mia amica è lesbica, per cui... aglio a volontà!
BBQ Coreano

 
Kimchee
Il giorno dopo, domenica, gita alla DMZ, zona demilitarizzata tra le due Coree. E' a un'ora e mezzo di strada da Seoul. All'arrvo la mia amica mi chiede se avevo il passaporto con me, in quanto serviva per accedere alla zona(dirlo prima di partire no eh?). Naturalmente il passaporto non l'avevo e, chiedendo informazioni, abbiamo scoperto che lei avrebbe potuto garantire per me, rischiando guai seri nel caso fossi fuggito in Nord Corea.... Il tour di 3 ore costa 8000 wong a persona e ti porta su alcuni punti del confine. Nel tour c'è anche compresa la visita di un tunnel che i nord coreani avevano scavato e che i sud coreani hanno scoperto trasformandolo in attrazione turistica. La mia amica il giorno prima mi aveva chiesto se avevo problemi a fare 300 metri in discesa (i Coreani sono un po' rincoglioniti o diciamo distratti a volte) senza spiegarmi che una volta scesi, non c'era un'uscita, ma si doveva risalire. Insomma scendere è una passeggiata ma davvero secondo me non vale lo sforzo. Una volta arrivati in fondo ci sono altri 150 metri da fare abbassati in quanto il tunnel è stato scavato per gente alta 160 cm circa.
tunnel Corea



La cosa più interessante della DMZ è che esiste una sorta di no man's land, un striscia di terra larga 4 Km e lunga 240 che percorre il confine tra i due stati. Questa parte di territorio è stata abbandonata dal 1953 dopo la fine della guerra e da allora non c'è presenza umana a causa del milione e più di mine sparse su di essa. Nonostante le mine però, una volta che l'uimo se ne è andato, la natura si è appropriata del territorio e ad oggi è un esempio di biodiversità unico al mondo con più di 67 specie in via di estinzione.
No man's land

No man's land
Finita la visita della DMZ, pausa pranzo al Naruter un posto tipico dove lasci le scarpe fuori e puoi assaggiare il hang gon shik che comprende una ricca serie di piatti che arrivano tutti insieme in stile asiatico. Qua ho anche assaggiato il vino di riso che è una sorta di sakè freddo e frizzantino, in quant non fermentato.
pollo al vapore con cereali fermentati


vino di riso


Finito il pranzo la mia amica, per farmi digerire mi porta alla fortezza Haengioo (un altro kilometro di salita) frtezza dove il generale Kwunyoul riportò importanti vittorie durante l'invasione Giapponese. Si fatica un po' per arrivare in cima alla collina, ma poi si gode di un bel panorama sulla città.

Haengioo
Finito con la fortezza facciamo un giro al Bukhon Hanok village che è una parte della città dove sorgono le case della tradizione Coreana, un angolo di passato in mezzo ai grattaceli. Oggi molte di queste case antiche sono diventate case da tè o guesthouse.
Il giorno dopo la mia amica è impegnata(naturalmente non ha capito bene le date della mia visita e pensava arrivassi un giorno prima e partissi anche un giorno prima...distrazioni coreane). Comunque essendo solo mi faccio il giro dei pochi palazzi aperti(non visitate Seoul di lunedi e martedi perchè è quasi tutto chiuso).
Visito il Gyeongbokgung palace che è davvero enorme e contiene all'interno anche il National folk museum(se proprio non avete di meglio da fare..) per arrivarci linea metro 3 stazione di Gyeongbokgung uscita 5. 
Gyeongbokgung palace

Gyeongbokgung palace

Gyeongbokgung palace
Finito col palazzo imperiale, prendo un taxi e vado al Jongmyo un santuario dedicato alle commemorazione di re e regine della dinastia Chosun. Si entra solo con visita guidata di un'ora tranne il sabato. Le visite in inglese sono alle: 10-12-14-16. 
Jongmyo
Finita la visita agli spiriti reali decido di fare due passi e mi imbatto nel mercato coperto Kwangiang, curioso entro e, dopo qualche negozio di stoffe, mi ritrovo in un tempio dello street food, con granchi e musi di maiale a farla da padroni. Peccato non avessi fame e soprattutto volessi lasciare lo stomaco libero per il sushi che mi asettava di lì a poco non appena la mia amica fosse uscita dall'ufficio.
mercato coperto Kwangiang

mercato coperto Kwangiang

mercato coperto Kwangiang

mercato coperto Kwangiang

mercato coperto Kwangiang
Come dicevo, a cena sushi da Sakanaya il sushi coreano si differenzia dal giapponese principalmente per due motivi: i pezzi di sashimi sono enormi e i prezzi sono molto più contenuti.

La sera l'air asia mi manda un sms che mi avvertiva che il volo il giorno dopo avrebbe subito un ritardo di 3 ore. Io avevo pianificato di andare direttamente a Pattaya una volta arrivato a Bangkok, per cui: contatta l'autista, avvisalo del ritardo e spera che abbia capito tutto. Per fortuna si, arrivato a Bangkok a mezzanotte passata, trovo l'autista (mr_ttaxi@hotmail.com il più economico per quella tratta) ad aspettarmi. Viaggio fino a Pattaya con pioggia monsonica, arrivo in camera: allagata da pioggia monsonica e, finalmente dopo un paio di cambi di camera....buonanotte!
Al mattino...beh diciamo primo pomeriggio, faccio un giro per il lungomare di Pattaya e, vedo come svuotano le fogne che naturalmente sono piene causa pioggia monsonica. Macchina che aspira il liquame e lo riversa in mare. Ora il mare di Pattaya non è mai stato una meraviglia, però in passato non mi ero fatto problemi a farci una nuotata: diciamo che non accadrà più!

Ora un minuto di silenzio per il ristorante Don Jo, il primo ristorante italiano di Pattaya, il miglior risotto ai frutti di mare della galassia....dopo più di venti anni di attività ha chiuso i battenti aprendo le porte a ristoranti russi e depositi di Kebab turchi.
Anche questo viaggio è finito sa wat dee krab.